COVID-19 NEL MONDO


In questo periodo di incertezza‚ reso ancor più difficile dalla difficoltà di reperire notizie attendibili a qualunque livello‚ il nostro rapporto con i produttori si stringe ulteriormente‚ complice la consapevolezza che le emozioni che proviamo (la paura‚ lo smarrimento‚ ...) sono le stesse.

Va da sé che i nostri produttori devono affrontare questa crisi avendo sulle spalle le condizioni economiche spesso più che precarie proprie dei loro Paesi.

Vogliamo condividere con voi parte dei loro messaggi: il commercio equo è forte di una catena che unisce tutti‚ teniamola stretta!


INTERCRAFTS PERU’

"...Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza dal 16 marzo al 26 aprile: tutto è bloccato in Perù. Anche noi abbiamo avuto casi di positività; difficile fornire delle statistiche perché le strutture sanitarie sono precarie e tanta gente vive per strada. Per quanto ci è possibile lavoriamo da casa ma‚ ogni giorno‚ la situazione cambia e non sappiamo quando sarà possibile riprendere la nostra attività.

Per il momento all’interno della nostra organizzazione non abbiamo nessun caso‚ tutti i nostri artigiani stanno bene e anche i loro famigliari sono in salute. Diverse abitazioni dei nostri artigiani sono attrezzate con un piccolo forno per poter cuocere i prodotti in ceramica (animalitos‚ presepi) e normalmente acquistano argilla‚ colori  e combustibile in quantità per cui qualcuno‚ per fortuna‚ riesce ancora a lavorare.

Siamo consapevoli che questa situazione provocherà una crisi economica molto forte e un calo delle vendite può mettere a rischio la nostra struttura. Vi chiediamo un maggior impegno per continuare a supportare il lavoro di tante famiglie che in questi anni hanno migliorato le loro condizioni di vita e garantito ai loro figli un buon grado di istruzione. Vale la pena continuare a lavorare insieme! Restiamo uniti!!!..."


CORR THE JUTE WORKS BANGLADESH

"...Il Bangladesh è bloccato per la terza settimana: tutte le attività rimarranno chiuse fino al 25 aprile. Il nostro governo ha bloccato i voli e anche le linee di navigazione; in questo momento non siamo i grado di effettuare nessuna spedizione. Difficile avere un quadro della situazione sanitaria; per precauzione stiamo osservando tutte le norme di sicurezza adottate dal nostro governo. Abbiamo chiesto a tutti i nostri artigiani di lavorare da casa in modo da limitare gli spostamenti e soprattutto i contagi. Per ora dobbiamo rimanere a casa ma siamo sicuri che insieme riusciremo a superare questo momento difficile e pesante per tutti noi..."

 

LAB DAKAR SENEGAL

"...Prima di tutto voglio assicuravi che stiamo tutti bene.

Fortunatamente la situazione in Senegal non è ancora grave‚ c'è una progressione dei casi (sui 340 ad oggi) ma piuttosto lenta. Ovviamente il timore è quello di una estensione comunitaria‚ considerate le insufficienze del sistema sanitario.

Il governo senegalese è stato abbastanza tempestivo nel prendere le prime misure di contenimento come la chiusura delle frontiere dall'Europa e da qualche settimana il divieto totale di assembramenti e riunioni; in seguito hanno dichiarato lo stato di emergenza e istituito il coprifuoco dalle 20 alle 6. Inoltre il governo ha imposto il divieto di spostamenti intraregionali e interregionali quindi in sostanza siamo bloccati a Thiès. Stiamo facendo telelavoro pero' molte delle attività di accompagnamento alle microimprese e gli interventi nelle zone rurali sono‚ per ovvi motivi‚ bloccate.

A Gis Gis dopo aver finito la produzione avevano preso qualche giorno di riposo ma vista la situazione avevano deciso di non rientrare al lavoro‚ perché molte di loro vengono da lontano con i mezzi pubblici che‚ oltre ad essere rischiosi‚ sono stati ridotti. Awa pero' è in contatto attraverso il direttore della scuola di Sunugal con un responsabile del Ministero della Salute per la produzione di mascherine; ancora non aveva tutti i dettagli ma aveva ricevuto il modello.

Se questa opportunità dovesse concretizzarsi con un ordine sarebbe molto interessante collaborare con questo progetto; stiamo valutando con le ragazze che abitano vicino se sono disponibili a riprendere il lavoro magari in 3 o 4 cosi' da tenere anche le dovute distanze. Inoltre‚ in parallelo si potrebbe promuovere l'iniziativa e distribuire le maschere a dei prezzi accessibili per la gente a noi vicina..."

 

ARTISANS DE NOAILLES HAITI

"...Ad  Haiti la situazione non è ancora grave‚ al momento non abbiamo molti casi di contagio da covid-19‚ ma ci aspettiamo il peggio perché c’è sfiducia. La gente non si attiene alle misure di contenimento promosse dal nostro governo e non capisce la gravità della situazione. Haiti vive ancora in uno stato di emergenza: il terremoto e l’uragano ci avevano già colpito duramente. L’uragano si era portato via tutto quello che c’era‚ tantissima gente era rimasta senza acqua‚ cibo‚ medicine‚ elettricità. Abbiamo ricevuto aiuti umanitari ma non sono stati sufficienti per far fronte a queste calamità naturali: di fatto siamo ancora in piena crisi economica e sicuramente questo virus ci riporta a uno stato di allarme.

Con la mia organizzazione ho pensato che fosse utile informare i lavoratori sui pericoli che comporterà la diffusione del Covid-19: ho spiegato l’importanza di lavarsi spesso e bene le mani con acqua pulita e sapone. Ho dato anche un piccolo contributo per poter far fronte a questo ulteriore momento di prova. Speriamo di riuscire a superare questa emergenza e di tornare presto al lavoro..."


SILENCE INDIA

"...Come sapete‚ anche il nostro paese sta vivendo questo periodo di emergenza. Tutte le attività sono chiuse e alcune zone sono blindate‚ per garantire maggior sicurezza alla popolazione. Per ora‚ tutto sarà bloccato fino al 3 maggio. Tutti noi siamo obbligati a rimanere nelle nostre case. Abbiamo chiuso la nostra sede‚ l’istituto di formazione e il negozio. L’attività produttiva ovviamente è ferma; tutti i nostri artigiani sono dipendenti di Silence e adotteremo tutte le misure possibili per proteggerli. Speriamo di poter riprendere presto la nostra attività..."


AGUA ESCONDIDA MESSICO

“…Siamo molto contenti di sapere che state tutti bene‚ è una bellissima notizia. Quando questo terribile incubo è iniziato‚ noi eravamo già molto provati per la grave malattia di mio figlio Sidarta‚ malato di cancro dal settembre 2018. Nessuno aveva la consapevolezza di ciò che stava accadendo; nell’arco di pochi giorni abbiamo spiegato ai nostri collaboratori l’importanza di rispettare le misure di sicurezza‚ rimanendo a distanza e lavandosi spesso le mani.

Il nostro lavoro si basa sull’agricoltura e‚ ovviamente‚ non possiamo fermare né la semina né il raccolto‚ la perdita sarebbe drammatica. Ci siamo organizzanti con dei turni per garantire continuità; non possiamo permetterci di chiudere‚ non abbiamo soldi a sufficienza. Questa attività offre sostentamento a 30 famiglie. Negozio e ristorante sono aperti e‚ per ora‚ riusciamo ancora a pagare la nostra gente. Il governo sta aiutando le zone più bisognose e meno protette ma per noi non ha emanato né leggi né sussidi.

Sapere che EquoMercato è al nostro fianco e si impegna a darci continuità‚ ci ha dato forza e coraggio. Questa certezza ci aiuta tanto‚ ci dà speranza e‚ siamo certi che insieme ce la faremo. Il vostro ordine è pronto‚ stiamo aspettando gli ultimi documenti per inviarlo. Partirà la prossima settimana…”

 

PARU INDIA

“…Grazie per la vostra mail‚ per il vostro supporto. Sia noi che tutti i nostri artigiani stiamo bene; nella nostra zona non abbiamo avuto molti casi di positività al covid-19. Il governo indiano ha dichiarato lo stato d’emergenza e il blocco di tutte le attività fino al 3 maggio.

La vita senza lavoro è durissima e per molti è difficilissimo sopravvivere. Inoltre‚ in tanti non hanno capito la gravità della situazione‚ faticano a rispettare le norme di sicurezza. Il governo ha dichiarato un razionamento del cibo per i primi 6 mesi‚ assistenza gratuita per le persone contagiate dal virus‚ sostegno agli operatori sanitari e un’assicurazione sulla vita per tutti i cittadini. I nostri artigiani sono aggiornati e consapevoli della gravità. Questo lockdown è molto pesante‚ non sappiamo quando potremo riprendere a pieno regime il nostro lavoro.

Paru‚ come ben sapete‚ è una piccola‚ giovane organizzazione che si è trovata “bloccata” ma ha deciso di continuare a dare un supporto ai propri produttori. Le decisioni prese non sono state semplici ma potranno permettere la sopravvivenza di tanti: Paru pagherà lo stipendio di questo mese a tutti e‚ se il blocco continuerà‚ offrirà un prestito. Speriamo che tutti possano riprendere presto!...”

 

EMA INDIA

“…Il covid-19 non risparmia nessuno e anche noi ci troviamo a doverlo combattere; il numero dei contagi è in aumento ma per fortuna il tasso di mortalità è sotto controllo. L’india ha una densità di popolazione molto elevata con poche strutture sanitarie‚ e spesso inadeguate. Anche il nostro ministro è stato obbligato a dichiarare il blocco di tutte le attività fino a 3 maggio.

Da sempre sosteniamo i nostri artigiani e a maggior ragione dobbiamo farlo ora‚ anche se non stanno lavorando‚ perchè dal loro stipendio dipende il sostentamento della loro famiglia. Ema ha deciso di utilizzare il proprio capitale per pagare tutto il personale‚ offrire anticipi o prestiti. Questo lockdown provocherà una crisi economico-finanziaria molto pesante e non sarà semplice riprendere ma il vostro supporto ci dà speranza. Sappiamo di poter contare su di voi‚ continueremo a camminare insieme!...”


MERU HERBS KENYA

"...L’ufficio di Nairobi è chiuso‚ a Nairobi sono in lockdown. Le contee di Embu e Meru al momento non hanno ancora avuto nessun caso di positività al covid-19‚ o meglio‚ nessun caso è stato segnalato “ufficialmente”‚ per cui tutto si svolge regolarmente.

Circa un mese fa il presidente Uhuru Kenyatta‚ alla notizia del primo caso di positività a Nairobi‚ ha emanato le misure di sicurezza per contrastare il diffondersi del virus: divieto di assembramento‚ distanza sociale‚ obbligo di mascherine‚ sospensione dei voli aerei interni e internazionali‚ coprifuoco dalle 19.00 di sera alle 5.00 del mattino‚ chiusura delle attività non essenziali e divieto di spostarsi tra le contee. Il problema vero‚ però‚ sta nel riuscire a far rispettare queste norme perché per tanti la vita si svolge sulla strada con la vendita di ciò che coltivano.

Noi a Meru siamo isolati ma in una contea tranquilla che ha la fortuna di poter continuare a lavorare. Quest’anno abbiamo avuto una stagione molto piovosa‚ evento eccezionale perché da diversi anni il raccolto era scarso a causa della siccità. Le piogge abbondanti hanno facilitato la crescita delle piante e dei frutti così sia il gruppo delle confetture che quello degli infusi e dell’agricoltura proseguono con le loro attività. In questo momento stiamo evadendo il vostro ordine e quello del Giappone.

L’unica attività “bloccata” è il ristorante del lodge perché non abbiamo né visitatori dall’Europa né clienti occasionali.

Per ora il covid-19 ha colpito Nairobi e Mombasa‚ i due centri principali con una densità maggiore di popolazione. Speriamo che non arrivi una grave pandemia come da voi. Le notizie che riceviamo sono allarmanti ma siamo sicuri che ripartirete presto e che continueremo a camminare insieme..."


BASE BANGLADESH

"...Siamo bloccati per 30 giorni. Anche in Bangladesh è stato dichiarato lo stato di emergenza e tutto è fermo. Tutte le persone che hanno un lavoro a giornata o che vivono della vendita di prodotti alimentari sulle strade non hanno più nessuna entrata‚ sono rimasti senza lavoro e senza cibo. Dal governo sono stati stanziati aiuti ma non sono sufficienti‚ data la densità della popolazione e il numero elevato di persone indigenti. Difficile sapere quante persone sono state contagiate o il numero di persone morte perchè in tanti non posso permettersi le cure ospedaliere e tante sono le vittime non dichiarate.

Tutti i nostri produttori stanno bene e anche i lori famigliari. Grazie all’utilizzo dei cellulari siamo in contatto con loro quotidianamente. Sappiamo che hanno disinfettanti e che sono riusciti a farsi le mascherine . Al momento i produttori stanno lavorando da casa perché avevamo ricevuto ordini precedentemente. Il vostro ordine è stato già evaso per il 50% e non appena finirà il blocco riprenderemo il lavoro.

Grazie per la collaborazione e il supporto che ci offrite‚ speriamo che la situazione si normalizzi al più presto. Insieme supereremo questo momento difficile e pesante!..."



 
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